sai che c'è?
c'è che il mio spirito partigiano scalpita.
c'è che quando apro i giornali online e youtube mi sento male.
c'è che a provare disgusto per la classe politica c'ero abituata, ormai. è non riuscire a parlarne con i miei simili che mi angoscia.
perché se le persone che io ritengo politicamente affini a me si sentono rappresentate da un'arisa senza occhiali, assurta agli onori della cronaca per aver fatto lo scalpo al suo capo partito con un discorsetto che sapeva lei e che, appena eletta al parlamento europeo, ha pensato bene di dichiarare nell'ordine: di aver vinto contro papi silvio, e che quello stesso capo partito - che ancora porta i segni dello scalpo - aveva fatto "un ottimo lavoro"... e se poi le stesse persone mi arrivano a dire che l'urlatore genovese "ha finalmente dato voce al pensiero di molti", quando l'unica cosa che hanno sentito le mie orecchie è un discorso confuso e arraffazzonato, pieno di insulti e parolacce, dove concetti sacrosanti come un parlamento ripulito dai criminali venivano inquinati da puttanate immani (no al politico di professione? solo due legislature e poi tutti a casa?? questo mi regala una sola speranza: magari vuol dire che tra altri cinque anni anche lui smetterà di scrivere sul suo blog)... beh, mi viene proprio da piangere.
perché sai, ti faccio un esempio, caro il mio "compagno": io sono atea, ma quando vado in chiesa non mi permetto di sputare nell'acqua santa o di salire sul pulpito ed insultare il prete. se si intavola una discussione, posso dire la mia, ma rispetto la sacralità dei luoghi e dei ruoli.