opzione n°1: tenersi accuratamente lontani dalle sale cinematografiche dove proiettano "district 9".
eviterete di vedere teste che esplodono in modo macabro, unghie che si staccano, vomitate multicolori e corpi che si disintegrano spruzzando ovunque liquidi (in piena contraddizione, peraltro, con le leggi base della fisica: se la tua arma aliena vaporizza ciò che è solido, mi dici per quale cazzo di ragione i liquidi continuano a viaggiare indisturbati?). inoltre, farete a meno di agonizzare davanti ad un patchwork di mezze idee abbozzate: un x-files fiacco, prevedibile e col protagonista più brutto della storia, un finto-documentario pseudo-realistico con camere a mano come piovesse, il sempreverde militare = cattivo, nonché un pizzico di hollywoodiano romanticismo, che arriva quando lo spettatore medio desidera più di ogni altra cosa strapparsi i bulbi oculari mediante l'uso di ferri arroventati.
ad essere del tutto onesta, però, c'è una morale che trasuda dall'orrendo lungometraggio: inalare combustibile alieno è un'idea del cazzo.